P.S. Mi Manchi

Recensione: P.S. Mi Manchi di Winter Renshaw

Avete mai pensato di essere una calamita di casi umani, e quelle poche volte in cui non lo sono, di volere l’irraggiungibile? Un po’ come quei casi in cui a te piace lui, a lui piace l’altra, all’altra piace l’amico, e così via.
Un po’ come capita anche ai protagonisti di questo romanzo!! Sicuramente Melrose fa parte di questa seconda categoria!

Non ho mai conosciuto un ragazzo più irraggiungibile di lui. Evidentemente i ragazzi inavvicinabili su di me hanno l’effetto della kryptonite.

Come sempre leggo un libro e scopro solo dopo che si tratta di un sequel (continua sempre così, complimenti!! Menomale che almeno è autoconclusivo!)! Questa volta è il caso di P.S. Mi Manchi di Winter Renshaw! Ho comprato questo romanzo un po’ per caso, entrando in una libreria in vacanza (tra l’altro carinissima! Se vi capita di passare per Cattolica fateci un salto! Si chiama “Il Giardino di Gulliver”) per avere qualcosa da leggere sotto l’ombrellone e dopo neanche una giornata al mare l’avevo già finito! Sono un caso disperato, lo so! E’ un libro coinvolgente da leggere tutto d’un fiato, grazie anche allo stile leggero e scorrevole dell’autrice.

Melrose da sempre innamorata del suo migliore amico alla richiesta di lui di subentrare nell’appartamento che divide con un amico per un breve periodo, corre subito! Peccato che il suo nuovo coinquilino non sia proprio così pacifico come le era stato assicurato, o per lo meno l’apparenza, come sempre, inganna! Sutter e Melrose non si sopportano, motivo per cui giorno dopo giorno si fanno una guerra silenziosa fatta di dispetti! Ma se il destino li ha messi sulla stessa strada vorrà pur dire qualcosa?
Ah, dimenticavo! Lei attrice emergente, lui elettricista. Pregiudizi a gogò come si suol dire! Ma la convivenza li aiuterà a conoscersi meglio e superare l’idea che si sono fatti l’uno dell’altro?

“Cara Melrose, la prima volta che ti ho incontrata, eri una sconosciuta. La seconda volta, la mia coinquilina. La terza volta, hai chiarito che stavi per diventare la più grande spina nel fianco che avessi mai conosciuto. Canti troppo forte sotto la doccia e usi tutta l’acqua calda. Sei prepotente da morire. Mi rendi la vita molto complicata. Ma per quanto ci provi, non riesco a smettere di pensare a te. Non riesco a smettere di desiderarti. Stavo per dirtelo. Stavo per ingoiare il mio orgoglio, lasciar perdere i miei modi da bastardo e mostrarti un lato di me che nessun altro ha mai visto prima… ma poi c’è stata una confessione che ha cambiato tutte le carte in tavola; una bomba nucleare che mi ha fermato. Come ho fatto a non prevederlo, non lo saprò mai. Sutter P.S. Mi manchi.”

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