Recensione: Dolci e disastri di Daniela Saviozzi

Usciamo sempre vestite bene e con un aspetto presentabile, ma quella unica volta in cui andiamo a prendere ad esempio anche solo il pane, in pigiama e con una faccia che è tutto un dire, ecco che incontriamo il mondo. O capita solo a me?

Bhe tanto di certo non si trova il principe azzurro giusto quella volta… Ecco le ultime parole famose. Alessia avrebbe da ridire, dopo una giornata di lavoro faticosa, con ancora le mani sporche di colorante rosa, non solo perde il suo nuovo telefono nel fiume, ma …
Non fatevi ingannare, perché noi donne siamo strane e per niente scontate, oppure sì? Magari siamo alla ricerca del principe azzurro ma ci innamoriamo del Darcy della situazione!

“Lei è solo un bambino viziato, che gioca con le vite degli altri. E io sono stufa di avere a che fare con lei e i suoi deliri di onnipotenza.”

Per quanto riguarda la stile, ho sempre preferito le storie scritte in prima persona, ma l’autrice, Daniela Saviozzi, con questo romanzo, Dolci e disastri, ha avuto la capacità di farmi entrare nella testa della protagonista anche usando la terza persona, tanto che all’inizio di ogni capitolo mi dicevo “Aspe, ma è in terza il libro?”. E questa cosa mi ha fatto apprezzare particolarmente il libro, mi ha fatto ricredere su questo tipo di scrittura.
Questo romanzo si può definire dolce, o per lo meno ti fa venire voglia di prepararne o mangiarne (Bhe, questo sicuramente)!

Ma torniamo a parlare della protagonista, Alessia, è il mio alter ego per quanto riguarda combinare casini. Anche se giovane sta già avendo successo con la sua pasticceria e la sua originalità, ma questo vuol anche dire che non si gode la vita, ma vive (o si nasconde?) nel lavoro. Menomale che esiste il suo migliore amico, sua madre e il saggio del paese che cercano di farla smuovere un po’!

Sul lavoro è sicura, risoluta, un sergente di ferro, ma nella vita privata è la persona più instabile, maldestra e disattenta che esista.

Non solo, ha un piccolo problema con l’aristocrazia, con chi si sente superiore agli altri. Ma sarà perché lo è anche il padre?
Peccato che si imbatte proprio in questa “categoria” di persone e proprio per loro dovrà preparare il buffet dei dolci per..
Riuscirà Alessia ad andare oltre le apparenze e non farsi fermare dai pregiudizi che l’hanno accompagnata negli anni?

More, lamponi, mirtilli, tutti ben amalgamati nel dare corpo al muffin, sono la chiara evidenza che a volte le cose più diverse possono stare bene insieme. In fondo la cucina è fatta di contrasti, e questo Alessia lo ha ben imparato. […] Nella vita invece, almeno per quello che è riuscita ad imparare, le cose troppo diverse tra loro non fanno molta strada insieme. Come le persone… Le persone sono l’evidente dimostrazione che la diversità insieme non funziona. Mai.



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