Il sesso inutile per Oriana Fallaci: un viaggio alla scoperta della donna tra culture, paesi e nuove prospettive

“Girando come Caino intorno alla luna, ero tornata in ogni senso al medesimo punto da cui ero partita. E in quel girare avevo seguito la marcia delle donne intorno a una cupa, stupidissima infelicità”.

Con queste parole Oriana Fallaci conclude il suo reportage riguardo Il sesso inutile: le donne.

Agguerrite, vendicative, deboli e forti, rinascono oggi più che mai in un capolavoro di scrittura e giornalismo che solo una donna come la Fallaci poteva raccontare. Scritto nel 1962, “Il sesso inutile” profuma di miracolo economico, ne ha il sapore, il colore e la musicalità.

La scrittrice ripercorre le lunghe ed infinte strade della cultura della donna proveniente da ogni parte del mondo, dal Medio Oriente a New York, per concludersi in Italia.

Sulla falsa riga di un’indagine sociologica e di una ricerca giornalistica, il libro rivive le tappe della Storia che ha affascinato, per lunghi secoli, la costruzione di uno stereotipo. La questione di genere, oggi più che mai viva nello scenario culturale italiano ed extra-nazionale, potrebbe trarre da questo testo un immenso insegnamento.

Oriana Fallaci, con la tenacia di chi sa di essere donna e di doverlo rivendicare, inizia un percorso con la curiosità e il desiderio di scoprire una profonda diversità. Come più volte lei stessa sostiene all’interno del suo saggio, resterà amaramente delusa nello scoprire che le spose bambine di Karachi e le “brutte soldatesse” di Ankara probabilmente non sono così lontane dalle newyorkesi o dalle italiane.

Mia cara, le donne sono tutte uguali nel mondo, a qualsiasi razza o clima o religione appartengono, poiché è la natura umana che è uguale

… E forse non aveva tutti i torti! Certo, la rivendicazione dei diritti sacrosanti che sta avvenendo è lontana da quelli anche solo lontanamente pensabili negli anni ’60. Sicuramente la figura di madre e moglie oggi è ugualmente accostata a quella di donna-lavoratrice.

Ma cosa non è cambiato? Proprio quella stessa natura umana. La necessità, cioè, di vivere nella costante battaglia che le donne di tutto il mondo continuano, inconsciamente, a rivendicare: quella con se stesse.

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