Lezioni americane di Italo Calvino: una “guida pratica” alla mediologia contemporanea

Leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità e molteplicità. Queste sono le parole che Italo Calvino durante le sue Lezioni americane usa per analizzare lo sviluppo della letteratura, da quella greca a quella moderna e contemporanea, tenendo conto del contesto storico-sociale, proprio di ogni epoca.

La mediologia della letteratura ritrova in Calvino, così come in numerosi altri studiosi, terreno fertile per il suo studio. Quando si può parlare di leggerezza? Può considerarsi pratica corretta la rapidità? Esiste un meccanismo per individuare l’esattezza? Visibilità e molteplicità sono accelerati in questo contesto ipermediale?

Raccolte in un saggio dettagliato e molto interessante, le Lezioni americane possono considerarsi un utile “guida pratica” all’analisi di opere letterarie, dalla Divina Commedia allo Zibaldone di Leopardi. Si tratta di opere classicamente reinventate e considerate nell’ottica di tematiche viste nella loro dicotomia essenziale: pro e contro della loro attualizzazione nella società post-moderna.

Di seguito sono riportati dei brevissimi estratti che possano invogliare il lettore a entrare nel vivo di queste lezioni e riconsiderare la figura di Italo Calvino nella sua capacità di vivere come un fantasma nell’attuale digitalizzazione delle stesse tematiche dallo scrittore affrontate.


LEGGEREZZA

In certi momenti mi sembrava che il mondo stesse diventando tutto di pietra: una lenta pietrificazione più o meno avanzata a seconda delle persone e dei luoghi, ma che non risparmiava nessun aspetto della vita. Era come se nessuno potesse sfuggire allo sguardo inesorabile della “Medusa”.

RAPIDITA’

LA VELOCITÀ MENTALE VALE PER SÉ, PER IL PIACERE CHE PROVOCA IN CHI È SENSIBILE A QUESTO PIACERE, NON PER L’UTILITÀ PRATICA CHE SI POSSA RICAVARNE. UN RAGIONAMENTO VELOCE NON È NECESSARIAMENTE MIGLIORE D’UN RAGIONAMENTO PONDERATO; TUTT’ALTRO,; MA COMUNICA QUALCOSA DI SPECIALE CHE STA PROPRIO NELLA SUA SALVEZZA.

ESATTEZZA

VIVIAMO SOTTO UNA PIOGGIA ININTERROTTA DI IMMAGINI; I PIÙ POTENTI MEDIA NON FANNO CHE TRASFORMARE IL MONDO IN IMMAGINI E MOLTIPLICARLO ATTRAVERSO UNA FANTASMAGORIA DI GIOCHI DI SPECCHI: IMMAGINI CHE IN GRAN PARTE SONO PRIVE DELLA NECESSITÀ INTERNA CHE DOVREBBE CARATTERIZZARE OGNI IMMAGINE, COME FORMA E COME SIGNIFICATO, COME FORZA D’IMPORSI ALL’ATTENZIONE, COME RICCHEZZA DI SIGNIFICATI POSSIBILI

VISIBILITA’

O IMMAGINAZIONE, CHE HAI IL POTERE D’IMPORTI ALLE NOSTRE FACOLTÀ E ALLA NOSTRA VOLONTÀ E DI RAPIRCI IN UN MONDO INTERIORE STAPPANDOCI AL MONDO ESTERNO, TANTE CHE ANCHE SE SUONASSERO MILLE TROMBE NON CE NE ACCORGEREMMO, DA DOVE PROVENGONO I MESSAGGI VISIVI CHE TU RICEVI QUANDO ESSI NON SONO FORMATI DA SENSAZIONI DEPOSITATE NELLA MEMORIA?

MOLTEPLICITA’

Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario d’oggetti, un campionario di stili dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili.

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