Recensione: Non ti muovere di Margaret Mazzantini

“Ognuno di noi, Angela, sogna qualcosa che scardini il suo mondo ordinario”

Chiunque pensi che Non ti muovere di Margaret Mazzantini sia una semplice storia d’amore deve ricredersi. È molto, molto di più. Si tratta di un intreccio di storie d’amore, tutte intimamente collegate al vissuto del nostro protagonista, Timoteo, chirurgo di mezza età, affermato e stimato professionista.
La storia, infatti, trova nella voce narrante del protagonista il naturale svolgimento della trama a partire da un evento tragico: un grave incidente stradale, la cui vittima, in fin di vita, arriva all’ospedale dove Timoteo è di turno, e che lui riconosce essere sua figlia. Dallo schock si passa ad una lunga confessione intima del nostro protagonista che ammette i suoi peccati a cuore aperto. Dopotutto, egli non incarna l’immagine di “eroe”, anzi. È proprio in questo frangente così grave, in bilico tra la vita e la morte della figlia, che lui fa un’autoanalisi della sua vita, nella quale riconosce di aver commesso errori, spesso così gravi che nemmeno lui riesce a perdonarsi.

Questo romanzo è la scoperta dell’amore e della fatica che costa per difenderlo. E comunque non sempre le scelte che si operano sono quelle più giuste. E, soprattutto, quando meno si è pront*, la vita presenta un conto davvero salato da pagare.

Questo libro ci pone davanti alla fragilità umana, ma anche alla sua ipocrisia: all’incapacità di scegliere l’amore vero pur essendo consapevoli che solo a quello è legata la nostra felicità. Ed è qui che con un abile flashback viene descritto l’incontro occasionale con Italia, apparentemente una donna “facile”, piuttosto volgare e lontana anni luce dalla quotidianità di Timoteo, ma che nei fatti è l’offerta da parte della vita di una possibilità di riscatto per il nostro protagonista che conduce un’esistenza vuota, senza emozioni e con una moglie che non ama più.

Si susseguono nel tormentato animo del nostro acclarato chirurgo paure, angosce ed emozioni così forti che lui stesso non ha la forza di gestire. Scegliere Italia o la moglie. Ma, anche in questo caso, il destino fa la sua parte. Tutto si riapre e rimette in gioco con la nascita della figlia; quella figlia che ora, chiusa in sala operatoria, potrebbe perdere per sempre.

Cosa accadrà? La Mazzantini con la sua scrittura meravigliosa riempirà il suo pubblico di continui colpi di scena e di un finale che non è per niente scontato.

Ecco perchè questo romanzo rientra in quelle letture che lasciano il segno e ci mettono davanti alla natura dell’essere umano con tutte le sue contraddizioni.

Non a caso, questo è uno dei lavori migliori dell’autrice da cui è stato tratto l’omonimo film, diretto e interpretato da Sergio Castellitto.

Perciò, vi invito a mettervi comodi, sedervi sul divano, e lasciarvi trasportare da uno dei più coinvolgenti romanzi della letteratura contemporanea italiana.


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