Giornata nazionale per la promozione della lettura: la Rete come soluzione ai giovani che non leggono

Oggi, 24 marzo 2021, è la Giornata nazionale per la promozione della lettura. Ricorrenza istituita nel 2009 dall’allora ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. La giornata aveva l’obiettivo di creare iniziative volte a promuovere, appunto, la lettura e coinvolgere le nuove generazioni.

Come coinvolgere i giovani?

Adattandoci a loro ed evolvendo. Creando iniziative che li rendano partecipi e invoglino la loro parte creativa, come il Booktuber Prize istituito dal 2019 in occasione della Giornata Mondiale del libro e del diritto d’autore (24 aprile).

Sfruttando i social network, i nuovi mezzi di comunicazione. Da Instagram a Tiktok.

L’era digitale ha coinvolto anche i lettori, i quali hanno cambiato le loro abitudini, i modi di lettura ed il loro comportamento nelle scelte dei testi da leggere. Riconoscere l’importanza dei media è fondamentale.

Si può affermare che la lettura sia diventata “più social”. I lettori si sono ambientati nel Web e nei social network adottando nuovi metodi per la condivisione della passione per i libri e per la scelta delle opere da leggere. Si è attribuito un ruolo più importante ai consigli della propria rete di contatti, ai suggerimenti ottenuti sui social e ai blog. Tra questi si è formata una categoria influente che parla libri in Rete, ovvero i book blogger, che condividendo la propria passione tramite recensioni, segnalazioni, promuovono la lettura.

Le strategie di promozione puntano sull’omnicanalità e i lettori si affidano ai book influencer per scegliere le proprio letture.

Da alcuni dati Aie 2019, forniti dall’Ufficio studi Aie, si osserva come ben il 51% di chi compra online si fa spesso influenzare da suggerimenti presenti su siti o blog dedicati ai libri ed alla lettura.

La percentuale di chi si dichiara lettore nella popolazione 15-74 anni, risulta in crescita (65% rispetto al 62% del 2018), ma diminuisce, in media, il tempo che le viene dedicato, soprattutto dalle fasce più giovani della popolazione*.

Se si vuole parlare con i giovani si deve entrare nel loro mondo. Ma non dimentichiamo, che promuovere la lettura non spetta solo alle istituzioni, ad editori e a degli book influencer, ma il miglior modo è dando l’esempio. L’ambiente familiare può contribuire in questo processo; ricordiamoci che un bambino/ragazzo copia i comportamenti degli adulti d’altronde. Anche il contesto scolastico dovrebbe “aggiornarsi”, coinvolgere i ragazzi nella lettura, trasmettere la passione e la curiosità di conoscere alcune storie. Coinvolgere, non obbligare.

Leggere non aiuta solo alla conoscenza della lingua, ma accresce la cultura di un individuo e di conseguenza di una società. Insegniamo ai ragazzi il valore di un libro, trasmettiamo loro la voglia di viaggiare attraverso le pagine, accompagniamoli in questa iniziazione andando loro incontro. E quale modo migliore se non quello di sfruttare anche la tecnologia e i mezzi di comunicazione a nostra disposizione?

Promuoviamo sì la lettura, ma educhiamo anche ad essa.

Ricordo, inoltre, la giornata di domani, 25 marzo, il Dantedì. Il Centro per il libro e la lettura insieme a 12 Istituti Italiani di Cultura all’estero, in collaborazione con La Lettura del Corriere della Sera, ha realizzato una staffetta di lettura digitale in occasione del 700° di Dante, in programma dal 21 al 25 marzo, per ricordare il Sommo Poeta.  



(* Fonte: Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2020 – Aie)

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