La figura femminile nell’arte e nella mitologia: Atena, dea della sapienza e della giustizia

LA FIGURA FEMMINILE NELL’ARTE E NELLA MITOLOGIA

– I –

ATENA

La dea Atena – fan art

Buongiorno a tutti!

Come i più attenti di voi avranno notato, il nostro Blog in Rosa vi propone – a partire da oggi – una nuova rubrica tutta al femminile, a cura della sottoscritta. Essendo la nostra prima tappa, quindi, direi che posso rubare due righe all’articolo per presentarmi.

Mi chiamo Arianna, ho 25 anni (ok, quest’anno 26, ma manca ancora molto) e sono laureata in Finanza. E già qui penserete che c’è qualcosa che stona: sì, avete ragione, una laurea matematica solitamente non si abbina molto bene con l’arte della parola. Eppure, vi svelo un segreto: da sempre, la mia vera passione è la scrittura – e la lettura, ovviamente. Ho sempre amato le materie umanistiche e, concedetemelo da “mamma” orgogliosa della sua creatura, a breve verrà pubblicato il mio primo romanzo. Il colore? Be’, rosa ovviamente!

Ora basta parlare di me (direi che ho detto pure troppo!), perché altrimenti la protagonista che ho scelto come apripista per questa rubrica – La figura femminile nell’arte e nella mitologia – si arrabbia. E credetemi, è meglio non farla arrabbiare!

Dunque, bando alle ciance. Immaginate ora un bel rullo di tamburi in sottofondo e… voilà! La nostra super protagonista di oggi è colei che quasi non ha bisogno di presentazioni: Atena – o la corrispondente Minerva se siete più affezionati alla mitologia latina –, la figlia prediletta di Zeus (e non stentiamo a crederci, visto come sono venuti gli altri!).

Se la mitologia greca vi incuriosisce e, a volte, andate a spulciare tra miti e leggende, di sicuro avrete trovato il nome di Atena associato all’epiteto Pallade. Questo, infatti, è uno degli epiteti più utilizzati e conosciuti tra i vari che le sono stati affidati dagli autori dell’epoca. Pallade era anch’essa una figura mitologica – in alcuni racconti assumeva la forma femminile, in altri quella maschile – che, in qualunque versione si consideri (sia quella dell’Inno omerico a Ermes, sia quella tramandata dai predecessori dello stesso popolo greco, sia altre meno conosciute), finiva per essere uccisa da Atena. Alcune leggende vogliono che questa uccisione fosse involontaria e che quindi la dea assunse poi tale epiteto, quello di Pallade Atena, per portare il lutto della sua perdita.

Vi chiederete come mai abbia scelto proprio questo personaggio per la prima tappa di questa nuova rubrica. Sicuramente, non serve menzionare lo spessore e il calibro della sua figura.

Il motivo principale per il quale l’ho scelta è perché, essendo questa una rubrica al femminile, volevo una protagonista forte, carismatica, con le palle (ops, si può dire? Vabbe’, l’ho detto lo stesso), capace sia di intelligenza quanto di combattività. Di sicuro Atena non si faceva mettere i piedi in testa da nessuno (ve la ricordate no, la sorte della povera Aracne trasformata in un ragnetto per aver sfidato nell’arte della tessitura la nostra protagonista? Ecco, direi che con lei è meglio starsene buoni…) e, soprattutto in un momento storico come questo, dove sembra che invece di diventare più semplici le cose per noi donne, diventino al contrario sempre più difficili, ho pensato che parlarvi di questo personaggio potesse infondervi forza e speranza.

Perché Atena non è solamente la dea della guerra, titolo che erroneamente – e fin troppo frettolosamente – le viene spesso attribuito per definirla. Atena era soprattutto la dea delle arti e della sapienza, colei che proteggeva gli eroi in battaglia e i fanciulli, che istruiva le donne laboriose e ispirava gli artigiani; colei che orientava i giudici dei tribunali e, per questo, il suo nome viene associato anche al principio di Giustizia.

Insomma, Atena è molto più che una semplice dea guerriera, sempre in collera col mondo come la si vorrebbe dipingere. È ispirazione, è arte, è consiglio, è intelligenza, è protezione… è qualsiasi cosa voglia essere. Non vi sembra che sia proprio ciò che le donne possono – e devono poter – essere? Atena era una figura libera, rispettata, apprezzata così com’era. Non so voi, ma a me sembra proprio che oggi, purtroppo, ci sia una considerazione della figura femminile che, troppe volte, non riflette ciò che ho appena descritto.

Ed ecco che queste mie parole, per quanto semplici e – forse – poco importanti, assumono per tutte noi un significato che va oltre il mito, oltre le leggende che si imparano a scuola. Perché è vero, Atena non è mai esistita realmente, ma è stata una presenza così ben radicata nella cultura greca che, forse, possiamo “prenderla in prestito” ed ergerla a nostra ispirazione.

Perché ricordate, è vero che siamo considerate il gentil sesso, è vero che dobbiamo usare l’intelligenza nella vita di ogni giorno, ma è anche vero che siamo guerriere. Atena docet.

A presto,

Arianna


Spero che questo primo articolo vi sia piaciuto! Mi farebbe molto piacere leggere un vostro commentino: sono curiosa di sapere cosa ne pensate!

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