Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino: la lotta partigiana dagli occhi di un bambino e il neorealismo letterario

Scritto negli anni ’40, Il Sentiero dei nidi di ragno è il primo romanzo di Italo Calvino. La storia affronta la lotta partigiana vista dagli occhi di un bambino, che del mondo dei grandi capisce così poco, ma al quale ambisce fortemente.

Tanto che vorrebbe farne parte che per degli adulti si metterà nei guai rubando la pistola di un tedesco, cliente della sorella che per sopravvivere fa la prostituta che di lui si cura molto poco.

La guerra vista con gli occhi di Pin-nome del protagonista- è una guerra di cui non si capisce il senso, ma si sa che è necessario combattere per non lasciarsi morire.

Dall’incarcerazione per il furto, alla lotta partigiana, fino al ritrovamento della sua pin-trentotto (il nome che ha dato alla sua pistola), le avventure di Pin coinvolgono il lettore in una serie di sentieri che tra i boschi delle colline ligure si addentrano sino alle oscurità dei nidi dei ragni che egli tanto ammira e che osserva con passione.

Orfano di entrambi i genitori e con una sorella che non si cura di lui, Pin è il ritratto di un’Italia allo sfascio, fisico e soprattutto umano. Lo sguardo di Pin nei confronti della Resistenza è lo stesso di un adulto che l’ha vissuta. Il racconto, infatti, cerca di rendere vita alla naturalezza della morte che avvolgeva come nebbia le città e le periferie degli anni ’40.

Uno sguardo al passato che torna, oggi, a rendere omaggio ad una lotta di chi non si è piegato dinanzi al fascismo o all’invasione dei tedeschi e ha combattuto per rendere l’Italia, una Nazione libera da dittature.

La caparbietà, il disincanto, lo scenario noir, l’impossibilità di comprendere il genere umano e la difficoltà di ambientarsi in un contesto sociale, sono le emozioni che Pin vive tutti i giorni e che forse rappresentavano l’insieme di sensazioni possedute da chi l’ha guerra l’ha vissuta e ha combattuto, al fianco di Pin, per portare avanti la Resistenza.

Del neorealismo si ricordano spesso le opere cinematografiche, ma forse è in questo romanzo di Italo Calvino che si trovano le prime vere tracce di tale genere.

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Serafina Di Lascio

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