Christa Wolf e lo smascheramento della politica attraverso il mito di Cassandra

Scrittrice tedesca, tra le più note della letteratura contemporanea tedesca del Novecento, Christa Wolf affronta con i suoi romanzi il pensiero politico, la difficoltà di adattarsi ai cambiamenti e il nuovo ruolo da assumere degli intellettuali, in una Germania divisa.

Sin dal 1949 aderì al Partito comunista, ottenendo dal governo i più ambiti riconoscimenti e assumendo cariche ufficiali di prestigio. Coerentemente aderì ai dettami del ”realismo socialista”, la cui funzione principale era quella di avvicinare l’espressione artistica alla cultura delle classi proletarie e celebrare il progresso socialista, operando però in chiara autonomia.

La Wolf è da ricordare anche per la sua denuncia del potere. Una donna che ha il coraggio di lottare e che grazie ai suoi libri dà voce a donne messe a tacere dal potere. Tra questi è da ricordare sicuramente Cassandra, figura di cui si serve la scrittrice per poter affrontare tematiche e parlare di cose di cui non avrebbe potuto.


Cassandra di Christa Wolf

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Cento volte ho detto di nuovo no. La mia vita, la mia voce, il mio corpo non davano altra risposta. Non ti dichiari a favore? No. Ma tacerai. No. No. No. No.
Avevano ragione, e il mio ruolo era dire di no.

In mezzo a chi guarda ma non vede, a dei ciechi che per comodità assecondano il potere, c’è chi impara ad andare oltre e a dire di no. E questo qualcuno è proprio Cassandra. Sacerdotessa di Apollo, con il dono della veggenza, ma vittima di una maledizione, quella di non venire creduta mai. E sapete il perché? Per non aver regalato il suo corpo al Dio del Tempio.

[…] Il mio desiderio di esercitare un’influenza sugli esseri umani; e come, sennò, una donna potrebbe dominare?

Cassandra non è solo una figura della mitologia, non è solo una donna che ha imparata a vedere, ma è un’immagine di coraggio. Ha avuto il coraggio di arrivare a questo, ad opporsi ai sotterfugi del padre, ad andare contro tutto e tutti, per potersi esprimere liberamente.

Perché volli a tutti i costi il dono della veggenza?
Parlare con la mia voce: il massimo.

Diventare tutt’a un tratto capace di vedere – questo mi avrebbe distrutta.

Come ci racconta la Wolf attraverso le parole della sacerdotessa, Cassandra si trovava in uno stato contraddittorio. Non voleva il mondo così com’era, non voleva dover sottostare ai poteri politici, alle concessioni e poteri del maschio, ma voleva servire gli dèi che dominavano questo mondo.

Non solo, attraverso la mitologia, Christa Wolf denuncia non solo la politica, ma anche movimenti nati negli anni ’80 in Germania. Ammonisce il femminismo estremista, celato in una lotta e solidarietà tra donne, che nasconde la sua natura violenta. Palesa il desiderio di continuare a combattere e di affrontare i nemici, anche se si è perso di vista il motivo che ha scaturito quella guerra, sempre se di motivo vero si possa parlare.


FOCUS SULLA SCRITTRICE: CHRISTA WOLF

Attraverso gli scritti di Christa Wolf si può osservare la svolta della letteratura. Che va dalla costruzione del muro di Berlino (1961- Germania Ovest-repubblica federale, capitalisti- e Germania Est- democratica, sovietici comunisti) al suo crollo (1989).

Si parla di Fasi della letteratura della Wolf:

Fase 1. Nel 1963, all’indomani della costruzione del muro di Berlino, pubblica il romanzo Der geteilte Himmelil cielo diviso-, dove affronta temi di attualità politica e sociale nella trama di una storia d’amore. Pubblicato nella Germania dell’Est trattava di aspetti problematici della società in Germania orientale.

Fase 2. Il peso della storia della Germania nazista e divisa ha premuto sulla coscienza della nazione riunificata. Questa attenzione al passato ha dato luogo, da un lato, a una profonda riflessione sulle conseguenze della divisione e, dall’altro, a una riconsiderazione dell’impatto sulla Germania dei traumi inflitti dai tedeschi durante il III Reich, e della sofferenza subìta dai civili durante il secondo conflitto mondiale.
Christa Wolf percorre anche la strada della rivisitazione del mito. Attraverso figure come quelle di Cassandra e Medea, tenta di smascherare le manipolazioni del potere.

Fase 3. Nuova realtà della Germania unificata. “Was bleibt“. In un contesto di crollo delle utopie, Christa Wolf consegna in forma di racconto le sue considerazioni sul ruolo dell’intellettuale e sulla funzione della scrittura. “Cosa resta” nella speranza di un nuovo linguaggio contrapposto a quello dell’ufficialità e del potere. La ricerca disperata della propria verità biografica è un percorso comune a molti e in particolare alle generazioni degli autori più giovani, che vivono il loro esordio letterario parallelamente al crollo delle utopie socialiste.

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