Goethe: le affinità elettive

Nato a Frankfurt in Main, figlio del consigliere imperiale Johann Garpar Goethe e di Katharina Elisabeth Textor, Johann Wolfagang Goethe è uno dei più grandi esponenti della letteratura tedesca del periodo di fine Settecento/inizio Ottocento. 

Grande conoscitore di lingue, tradurrà la Bibbia in lingua tedesca e contribuirà alla nascita e all’invenzione di quest’ultima. 

Precursore dello Sturm und Drang nel 1771-74 con “Prometheus, l’inno a prometeo” e poi del Bildungroman  nel 1777-85 con la stesura e la pubblicazione del “Wilhelm Meister Lehjare” . 

Autore in continua evoluzione, la cui corrente di pensiero oscilla tra l’Illuminismo e il Romanticismo, grande appassionato di teatro, ha composto e pubblicato numerose opere teatrali. 

In questo viaggio in cui voglio condurvi andremo alla scoperta delle più grandi opere di questo autore, ma faremo un viaggio a ritroso, partiremo da una delle ultime opere pubblicate e arriveremo alle prime. 

Le affinità elettive (Die Wahlverwandtschaften)

Pubblicato nel 1809, Die Wahlverwandtschaften (Le affinità elettive) è un romanzo estremamente complesso.  

Il titolo richiama ad un processo chimico di combinazione chiamato proprio affinità elettive: il processo prevede che a un nucleo ben definito, formato da due elementi, se ne aggiungano altri due che ne vanno a rompere l’equilibrio interno del nucleo. I due nuovi elementi si uniranno ai due già presenti formando così due nuclei distinti.  

“In questo lasciare e prendere, fuggire e ricercarsi, sembra davvero di vedere una determinazione superiore: si dà atto a tali esseri di una sorta di volontà e capacità di scelta, e si trova del tutto legittimo un termine tecnico come affinità elettive.” 

La vicenda è divisa in due parti: la prima prettamente teorica e  la seconda pratica dove si evince lo svolgimento vero e proprio.

Edoardo e Carlotta si sono ritirati in campagna e vivono in una tenuta, quasi un castello, con un grande parco e conducono una vita tranquilla. 
 
Edoardo, venuto a sapere che un suo amico (il Capitano) ha grossi problemi economici, lo invita a vivere con loro. All’inizio Carlotta è contraria, teme che un terzo elemento possa rompere gli equilibri e la soddisfazione sentimentale faticosamente raggiunta dai due, ma alla fine cede. Per evitare il pericolo che Carlotta venga esclusa dalla stretta amicizia tra i due uomini, essa invita nella loro tenuta una giovane nipote orfana, Ottilia, che ha sempre amato come fosse una figlia. Dalla riunione dei quattro personaggi avrà inizio la vicenda.

È un romanzo estremamente complesso, e sicuramente non è un romanzo d’amore. Come già anticipato nell’introduzione dell’autore, il romanzo si sviluppa in due correnti di pensiero bene divise tra i quattro personaggi di cui due sono pragmatici e riflessivi (illuminismo), gli altri irrazionali e impulsivi (romanticismo). Si tratta di personaggi ben delineati e precisi, tanto da sembrar quasi filosofici.  

Un racconto dai moltissimi temi: il matrimonio, la fine di una relazione, l’adulterio e il divorzio come sentimento che cresce prima ancora di concretizzarsi. 

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