Realtà e delirio in Il sogno di un uomo ridicolo di Dostoevskij

Il potere di una bambina disperata in cerca di aiuto distoglie il protagonista di Il sogno di un uomo ridicolo dal suo desiderio di togliersi la vita.

Il racconto onirico di Fedor Dostoevskij parla di un uomo la cui delusione per il genere umano e per se stesso, hanno ormai raggiunto l’apice. Da mesi rimanda il suo suicidio programmato, per il quale ha acquistato un revolver.

Una stella particolarmente luminosa, una sera, lo ispira nel compiere tale gesto, ma l’incontro con la bambina, alla quale non presterà l’aiuto richiesto, lo condurrà sino a casa, senza più la giusta motivazione.

A quel punto sopraggiungerà un sonno profondo, prima, e la Verità, dopo. In un viaggio nel suo inconscio, il protagonista della novella di Dostoevskij immagina di viaggiare, post-mortem, in una Terra sosia, icona e reliquia di quella da lui precedentemente abitata. Lì incontrerà degli esseri viventi le cui grandi piaghe terrestri non li hanno mai corrotti.

Senza, forse, un reale motivo, l'”uomo ridicolo” decide di dedicarsi a loro ea all’insegnamento della falsità e della menzogna.

Si appassionarono alla menzogna e scoprirono il fascino della falsità. Oh, forse sulle prime era un gioco innocente, una burla, un passatempo per amore del divertimento, una piccola macchia, ma quella macchia della menzogna penetrò i loro cuori e li conquistò. Si generò la lussuria, dalla lussuria nacque la gelosia, dalla gelosia la crudeltà… oh, io non so, non ricordo, ma presto, molto presto, fu versato del sangue…

È la Creazione dell’insieme dei peccati umani. Dostoevkij in questo quadro onirico, forse uno dei meno noti tra i suoi scritti, regala la Genesi del disfacimento della specie umana. Lo fa con l’espediente dell’ultraterreno e attribuisce ad un uomo ridicolo la colpa di tutto ciò.

Oltre il delirio e il sogno, il protagonista crede di aver assistito alla realtà e alla quale deve essere grato per avergli rivelato la Verità sul genere umano e sulla Creazione della sua corruzione.

Al suo risveglio, niente sarà come prima. Dovrà predicare ciò che ha visto e diffonderlo al genere umano sulla Terra dalla quale proviene e dalla quale, attraverso dimensioni parallele e viaggi spirituali, si è allontanato per il tempo di una notte.

Il sogno di un uomo ridicolo è l’emblema del genio creatore di Fedor Dostoevskij che trova, ancora una volta, la capacità di raccontare il vero, attraverso il reale, a misura d’uomo, con un linguaggio chiaro e diretto che supera ogni impossibilità di comprensione.

“La conoscenza ha più valore del sentimento, la consapevolezza della vita ha più valore della vita”. Ecco contro cosa bisogna combattere. E io combatterò…”

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Serafina Di Lascio

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