[Parte 1] Dalla parte delle bambine: analisi di uno dei primi testi femministi italiani

È il 1973 quando la scrittrice Elena Giannini Belotti pubblica il saggio di pedagogia e sociologia “Dalla parte delle bambine” denunciando i condizionamenti sociali che pesano sulla formazione delle bambine. Il saggio si divide in quattro capitoli che seguono la crescita delle bambine passo passo, a partire dalla loro nascita, fino alla loro istruzione.

Il primo capitolo parte dai pregiudizi che pesano sulle donne ancora prima della nascita del bambino. Nonostante sia stata scoperta nel 1956 l’esistenza di spermatozoi portatori di cromosomi X e portatori di cromosomi Y, e che quindi sia l’uomo a decretare il sesso del figlio, la credenza che sia compito della madre scegliere se dare alla luce un maschio o una femmina è ancora viva. In molte famiglie, anche quelle più acculturate, la nascita di una bambina viene fatta pesare con risentimento, accusando la madre di essere incapace di generare figli maschi. Le conseguenze di questi atteggiamenti sono prevedibili: la donna inizia a perdere fiducia in se stessa, prova senso di colpa o addirittura diventa invidiosa di altre che sono riuscite a essere più “capaci”.

Le bambine sono considerate più difficili da educare, in quanto ogni tratto caratteriale non inerente alla “sfera femminile” come la vivacità, oppure la ribellione o ancora la pigrizia, deve essere soffocato per favorire l’atteggiamento di una futura donna di casa. Non a caso, quando una coppia decide di adottare un figlio, preferiscono le femmine per la compagnia che tengono ai genitori (soprattutto alle madri) e per il loro aspetto grazioso.

Le prime distinzioni tra i bambini e le bambine vengono fatte alla scelta del colore del corredino, prima ancora della loro nascita. Si scelgono quindi dei colori che siano adatti ai entrambi i sessi e tra questi il colore rosa è del tutto escluso, in quanto identificativo del genere femminile e quindi del tutto inadatto per i maschi.

Di conseguenza, il nascituro viene già identificato in una identità sessuale tramandata dal gruppo sociale da cui proviene. Gli atteggiamenti di ambo i sessi vengono distinti fin da subito, sottolineando tutto ciò che possa renderli differenti. Chiaramente ci sono delle conseguenze sulla psiche dei bambini, sia che si tratti di maschi che di femmine.

Le bambine vivaci vengono trattate alla stregua di quelle ipertoniche (passive, tranquille, poco esigenti) e possono reagire in modi drammatici. Allo stesso tempo, i bambini ipertonici vengono continuamente stimolati ad essere vivaci e a reprimere parti del loro carattere per adattarsi allo standard richiesto.

L’analisi di questo testo continua con lo studio del diverso sviluppo della prima infanzia. Se vi ha affascinato, non perdetevi la seconda parte in uscita a Giugno!

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