L’amore a Pietroburgo ne “Le notti bianche” di Dostoevskij

L’amore a Pietroburgo può avere mille tragici finali. A insegnarcelo è Dostoevskij nel suo ‘Le notti bianche’.

L’autore racconta di un giovane ventiseienne, impacciato e solitario, vagabondo tra la città e periferia, guidato dal “sole della notte“.

Nei suoi momenti di profonda tristezza, a passeggio tra le vie di Pietroburgo, rintraccia la tristezza di una giovane adolescente, malinconica e altrettanto solitaria, coinvolta in un pianto intimo tra la rassegnazione e la fuga.

Si tratta di Nasten’ka, personaggio lirico e onirico per eccellenza. Legata con una spilla alla nonna di giorno, cerca un inquilino che paghi l’affitto e con il quale mantenersi insieme alla pensione della sua tutrice anziana. La sera, libera e innocente, attende il ritorno del suo assurdo amore su una panchina di Pietroburgo.

Qui, in una delle notti bianche, incontra il personaggio dostoevskijano privo di capacità relazionali, ma pieno d’amore da dare e ricevere.

La luna scandisce gli incontri, la pioggia diventa motivo di assenteismo e il mattino è chiarificatore.

“Le notti bianche” di Dostoevskij hanno la struttura di una novella e rivolgono la propria attenzione al lettore, interpellato sin dall’inizio a capire il disagio interiore di un ventiseienne la cui solitudine lascia impietriti come i palazzi di Pietroburgo.

Un bacio, culmine massimo dell’incontro tra i due protagonisti, ha tutte le sembianze di essere un tradimento, degno di riferimento ai grandi testi sacri.

La piccola Nasten’ka lascerà con una lettera l’amore ricevuto in quelle notti bianche, per consumare l’amore che prova per un altro uomo.

La condizione di solitudine del protagonista, interrotta bruscamente come fosse l’alba con la notte dalla giovane ragazza, finisce per diventare motivo di ulteriore discorda interiore. Quasi sedotto e abbandonato, nei termini di una duplice ingenuità, il lettore si scontra tra il sogno e la realtà con il proprio idealismo romantico privo di lieto fine.

A lei, il protagonista rivolge l’ultimo saluto:

“Che il tuo cielo sia luminoso, sia gioioso e quieto il tuo dolce sorriso, e sia tu benedetta per l’attimo di beatitudine e di felicità che hai donato a un altro cuore solitario, pieno di gratitudine! Dio mio! Un intero attimo di beatitudine! E’ forse poco per la vita intera di un uomo?… “

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