Una Vampata di rossore: Rita, la pazienza è donna

È questa una storia drammatica che forse potrebbe essere di supporto a pochi, o forse cucita sulla pelle di qualcuno.

Siamo alla fine degli anni ’50 e Rita, la protagonista di questo romanzo, è la colonna portante della famiglia. La famiglia Rigo.

Rita, ostetrica e lavoratrice, conosciuta in tutta Nofi, molto amata dalla popolazione, che da sessantotto giorni ormai giace a letto. Bloccata da un misterioso male che non viene mai nominato, ma è fin troppo chiaro che si tratta di un tumore nel suo stato terminale, con il corpo che è già in stato di metastasi.

La meraviglia del romanzo sta nell’allontanare la tragedia raccontandone il contorno. Il marito, apparentemente avido e subdolo. I figli, forse giustamente disamorati e l’identità di Nofi, spesso evidenziata nella narrazione di “Una vampata di rossore“.

Trovo questo libro un racconto eccezionale per le allegorie di cui è ricco: il tumore, con le sue metastasi è rappresentativo di una famiglia disgregata, nonché della comunità napoletana che troppe volte risente dei mali che “oscurano il suo sole”.

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