La crudele passione nella Parigi del 1920: ‘Due’ di Irene Nemirovsky

Sono gli anni ’20 di una Parigi afflitta e caotica quando i protagonisti di ‘DUE’ di Irene Nemirovsky intrecciano le loro vite in passioni e dolori.

Le due famiglie composte una dalle sorelle Segré (Marianne, Regine, Odile ed Evelyne) e l’altra dai fratelli Carmontel (Pascal, Gilbert e Antoine) costituiscono i due pilastri – poco solidi- del bellissimo romanzo della Nemirovsky.

“Si baciavano. Erano giovani…”

I tanti personaggi le cui vite tormentate si scontrano con i piaceri e le disperazioni gli uni degli altri, fanno da coro a quella che è la giovinezza e l’età adulta di chi è sopravvissuto alla guerra di trincea.

Il matrimonio, deriva di una passione assopita, è il legame che più di tutti vacilla senza crollare. La passione di Antoine per Marianne lo porterà a sposarla, ma ad amare ben presto la sorella minore Evelyne, con la quale inizierà una clandestina storia di adulterio e tradimento.

Sensibilità e partecipazione si evincono dalla natura sinestetica della scrittrice che trasmette disillusioni e incanti quali le insoddisfazioni che spesso nascono dall’egoismo umano.

Il frenetico impulso della gioventù del 1920 a vivere, a bruciare di piacere, a desiderare è raccontato in maniera forte e stridente, sino alla sofferenza, fino alla morte.

“Come avveniva, nell’unione coniugale, il passaggio dall’amore all’amicizia? Quando si cessava di tormentarsi l’un l’altro per volersi finalmente bene?”

Come fosse un atto di rassegnazione, il bene, porta a spegnere ogni desiderio e quel DUE diventa sinonimo di monotonia, mancanza di passione e linearità. Per i protagonisti, nonostante gli adulteri, il matrimonio è stata una salvezza, un’ancora, una scialuppa di salvataggio da quei ricordi indelebili di una generazione intermittente e interrotta.

A questo tipo di rapporto non resta che una triste e amara consolazione, descritta dalla voce di uno dei protagonisti:

“Presto smetterà di amarmi, ma non mi abbandonerà mai”.

Serafina Di Lascio

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