Il Don Arlocchi di Ernesto Masina: ritratto di provincia

Prete, investigatore e personaggio sui generis: Don Arlocchi è il protagonista di questa storia interessante ad opera di Ernesto Masina.

Il Coadiutore del Parroco è un parroco di provincia, sempliciotto e a tratti ignorante, ma con un’intuito e un’arguzia sopra le righe.

L’input della vicenda è l’omicidio di uno scorbutico di provincia al fianco del quale, Don Arlocchi ritrova un bambino del quale bisogna prendersi cura. Da qui parte la necessità del parroco di rendersi utile ai fini della vicenda criminosa senza, però, tradire la sua vocazione e il sacramento di una confessione alla quale ricorrono coloro i quali vogliano lavarsi la coscienza dinanzi alla religiosità della propria tradizione.

I due tolsero tutte le pietre dal sacco e su ognuna videro o un altro volto, o motivi floreali, ed in ultimo uno più lungo con la scritta ‘Miner’ e forse metà della lettera V.

Don Arlocchi rimase a lungo a pensare ma non riusciva a capire cosa potessero significare quegli scritti e quei bei visi scolpiti.

Poi, improvvisamente, come in un lampo gli apparve il Tempio Capitolino di Brescia che aveva visitato tanti anni prima durante una gita organizzata dal Seminario nel quale studiava. Era possibile che fossero reperti romani? Ma in Valcamonica? Sì, lui sapeva che i Romani erano passati anche in Valle, ma quelli era andati dappertutto, e non sapeva se avessero lasciato tracce. Comunque bisognava indagare.”

La vita di provincia e le sue dinamiche sono le protagoniste di questo racconto, scritto in maniera semplice, veloce, con vene caricaturali che portano ad un sorriso bonario e riflessivo. La messa in scena del dialetto locale immerge il lettore in una realtà che è quella con la quale chiunque può fare i conti se paragonata alla propria.

Il giallo non è uno stile ricercato nel Don Arlocchi di Masina, ma piuttosto un effetto di senso al quale rifarsi per capire le trame e gli intrecci di un’era tramontata. Da leggere tutto d’un fiato.

NOTE SULL’AUTORE

Ernesto Masina è uno scrittore nato in Africa da genitori italiani. Cresciuto in Val Camonica, si avvicina all’arte e alla scrittura in età avanzata. La sua prima opera “L’orto fascista” è collocata dai giornalisti de “La Stampa” nel sito “Lo Scaffale” ove vengono ospitati i romanzi che non dovrebbero mancare in ogni biblioteca.

Serafina Di Lascio

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