Le bugie hanno le gambe corte: due romanzi targati Newton Compton

Avete mai detto una bugia, anche solo una piccola a fin di bene?
Ci sono bugie e bugie, ma è ovvio che prima o poi viene tutto a galla. Nel caso di Bea (o dovrei dire Charlotte?) capita nel momento peggiore!

Ma come uscirne quando si è dentro fino al collo?

Sapete qual è il problema di noi persone corrette e oneste? Che per una piccola bugia, non veniamo credute più sul resto!

Felicia Kingsley non si smentisce e nel suo ultimo romanzo “Bugiarde si diventa” ci presenta una protagonista che per una “piccola” bugia si ritrova a vivere la vita di un’altra persona. Il nome e lo status non fanno la persona, ma resta comunque una bugia che fa rimettere tutto in dubbio. Anche perché, se hai mentito su questo, cos’altro non avrai detto?

Ma ci sono anche volte in cui una bugia viene detta solo per proteggersi, per non sentirsi criticati. O peggio, ci sono bugie dentro cui viviamo, vite finte che mostriamo.

Non è tutto oro quello che luccica dietro ad uno schermo, solo che Sveva ci mette un bel po’ per capirlo. Come lo definisce anche l’autrice stessa, una bella terapia d’urto le farà rimettere in discussione la sua intera visione della vita.

La protagonista del romanzo “Bugie a colazione” di Joanne Bonny non è la classica brava ragazza, ma parte da un carattere insopportabile, una vita costruita, e anche con la “puzza sotto al naso”. Ma se la tua intera esistenza è stata all’insegna del lusso, non è sempre scontato che si conosca anche l’umiltà e il senso di sacrificio.

Queste due autrici sono una certezza ormai e con i loro ultimi romanzi continuano a farmi rimanere incollata alle pagine. Con i personaggi della Kinglsey si entra subito in empatia, diversamente dalla Bonny che ci fa conoscere e apprezzare il personaggio man mano che la storia va avanti. Non bisogna giudicare un libro dalla copertina no? Quindi neanche una persona prima di conoscerla davvero, o magari, semplicemente prima di darle una seconda possibilità!

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