La giovane Persefone, colei a cui dobbiamo le stagioni

VI –

PERSEFONE

Buongiorno a tutte/i e ben ritrovate/i con il nostro appuntamento mensile de La figura femminile nell’arte e nella mitologia.

Oggi, dopo le scorse puntate in cui ci siamo immerse nella pittura “in rosa”, torniamo all’affascinante mondo della mitologia. Visto che ormai siamo in pieno autunno, ho pensato di proporvi una figura legata alla nascita delle stagioni più fredde: Persefone.

I più appassionati sicuramente sapranno già chi era codesta fanciulla. Figlia della dea Demetra e di Zeus (sì, non stupiamoci, al mondo non troveremo mai un uomo che abbia tanti figli sparsi qua e là come il Padre degli dei!), Persefone fu rapita in tenera età dallo zio Ade per diventare la sua sposa, nonché regina degli Inferi – alt, prima che possiate gridare all’incesto sappiate che nel mondo dei miti è molto più che normale!

Ora, se avete seguito la serie Lucifer su Netflix, saprete meglio di me come anche il regnare all’Inferno possa essere una cosa alquanto… piacevole. Ma no, non è stato il caso della povera Persefone, costretta al matrimonio con lo zietto brutto e cattivo attraverso un inganno.

Ma facciamo un piccolo passo indietro. La ragazza si trovava alla piana di Nyse, intenta a raccogliere fiori insieme ad altre fanciulle, figlie di Oceano (sì, pare che raccogliere fiori all’epoca fosse l’attività principale per le giovani dee). Ad un certo punto, vide spuntare nel prato un meraviglioso narciso, che attirò la sua attenzione e la sua voglia di raccoglierlo. Ora, sicuramente voi direte: “No, ferma, è una trappola!”. La nostra giovane e ingenua Persefone, però, non la pensava così; quando si chinò per prenderlo, una voragine si aprì nel suolo e sbucò Ade, che la rapì portandola con sé negli Inferi. Gran bella sorpresa, eh?

Quando la giovane arrivò nel regno di Ade, le fu offerta della frutta come benvenuto. Potete immaginare quanta poca voglia avesse di mangiare, tuttavia ingerì soltanto sei semi di melograno. E qui c’è il famoso tranello: non sapeva che, mangiando la frutta degli Inferi, si stringeva un patto che legava la persona al luogo per l’eternità.

Bernini – Ratto di Proserpina (fonte immagine:Arte.it)

Dovete sapere che, nella mitologia, il melograno simboleggia il matrimonio e la fertilità. Tuttavia, altre interpretazioni (possiamo dirlo? Lo diciamo: un po’ più maliziose) vogliono che non sia questo frutto a simboleggiare il legame con l’Oltretomba, bensì l’oppio, grazie alle sue proprietà psicotrope e narcotiche – forse, dopotutto, è vero che per sopportare un simile contesto la povera Persefone dovesse essere un po’ “fatta”! Tornando serie – perché questa è una rubrica seria, ovviamente – il melograno sarebbe stato scelto perché la capsula dell’oppio sarebbe simile al suo frutto, sebbene di dimensioni più piccole.

In apertura di questo articolo, vi ho accennato che avrei scelto una figura legata all’autunno. Ebbene, ecco il collegamento mancante. Dovete sapere che Demetra, la mamma di Persefone, non ha preso molto bene il fatto che il cognatino abbia rapito la figlia costringendola a una vita sotto terra.

Dea della fertilità e dell’agricoltura, fino al rapimento della figlia aveva sempre concesso agli agricoltori anni di bel tempo e floridi raccolti; in seguito all’accaduto, preda di un dolore insormontabile e terribilmente arrabbiata, scatenò sulla Terra un inverno duro e imperituro, privo di possibilità per gli uomini di raccogliere i frutti dei campi. Addirittura, furente nei confronti di Zeus, che fino a quel momento se ne era stato bellamente in disparte, si rifiutò di tornare sull’Olimpo, assumendo le sembianze di una vecchia signora e rintanandosi in Attica.

Finalmente, il Padre degli dei si decise a intervenire per spezzare questo inverno perenne. Siccome la giovane Persefone, al suo arrivo negli Inferi, non aveva propriamente mangiato un frutto intero, si scese a patti: per sei mesi all’anno sarebbe rimasta a regnare al fianco di Ade come regina dell’Oltretomba, mentre per i restanti sei mesi sarebbe risalita sulla terra per riabbracciare la madre e stare con lei. Ed ecco, quindi, spiegate le stagioni, dove primavera ed estate corrispondono al tempo trascorso da Persefone in superficie, mentre autunno e inverno rappresentano la sua permanenza nel sottosuolo.

Ora chiedo a voi, conoscevate questo mito e la figura di Persefone (Proserpina in latino)?

Ci vediamo il prossimo mese con una nuova puntata de La figura femminile nell’arte e nella mitologia. Intanto, come sempre, vi mando un abbraccio virtuale.

A presto!

Arianna

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...