14 dicembre: Ester Aquino

Sotto la quattordicesima finestra del Calendario dell’Avvento Romance troviamo l’autrice Ester Aquino con un racconto in cui da voce alla protagonista dei suoi romanzo, “Il posto del cuore” e “Adesso ho te“.

Dalla storia di Marta

L’albero di natale era sempre acceso. Si, perché, Gioia, adorava vedere le piccole lucine danzare su e giù per i rami, e non solo loro …
Anche le palline non avevano vita stabile, le spostava a destra e sinistra e su e giù. Ogni tanto era più ricco sul lato destro, altre volte sul lato sinistro, solo la parte alta restava intatta.
“Gioia, andiamo ai mercatini di natale?”
“Sciiiiiii” la sua risposta urlate, seguita da saltelli, mi faceva troppo ridere.
Nel mio piccolo paese non avevano mai organizzato i mercatini per il periodo natalizio, ma questa idea mi era piaciuta molto. Preparai la piccolina e uscii di casa presto, ma fuori era già buio, l’inverno si faceva sentire veramente. Il passeggino non era contemplato, doveva camminare “sciola” perché la manina non si dà ai bimbi grandi. Camminava qualche passo davanti a me, tutta infagottata, più buffa del solito. La strada che portava alla piazza era stata decorata con fiaccole e luci di natale, Gioia stava, praticamente, camminando con il naso all’insù, meravigliandosi di quell’atmosfera cosi bella.
La piazza ci lasciò a bocca aperta. Mi ricordava il giorno del mio matrimonio, mille lucine per tutto il perimetro illuminavano lo spazio ricco di casette di legno. Un piccolo fuoco nel centro della piazza riscaldava l’atmosfera e gli alberi, ormai spogli, erano stati decorati con luci bianche. Ogni casetta aveva un tocco di rosso, palline, vischio e piccoli presepi, sembrava il villaggio di Babbo Natale.
Uno stand vendeva anche la cioccolata calda, come potevo non prenderla. Ci sedemmo su di una panchina con in mano il nostro bicchiere fumante.
“Ti piace?”
“Sci, mama.”
“La cioccolata o i mercatini?”
“Le lucine.” mi fece sorridere. Era davvero la cosa più carina, non avevo mai visto questo posto così festoso in inverno, ed era bellissimo.
“Vuoi comprare qualcosa?” chiesi alla piccola concentrata sulla bevanda.
“Cosa?”
“Quello che ti piace.”
“Coccolata.” Aveva già tutto insomma. Vidi delle palline per l’albero da poter personalizzare. Le presi la manina e andai verso la casetta. Scelsi un motivo semplice, ma che raffigurasse noi quattro. Eh, si, anche Fido che era rimasto al calduccio a casa.
Le sue mani mi cinsero la vita e non potevo non capire chi fosse. Il suo profumo era un posto sicuro per me. Mi voltai e gli diedi un bacio morbido e veloce, mentre Gioia gli mostrava il suo bicchiere quasi vuoto.
“Ti piace?” gli dissi mostrandogli la pallina.
“Fantastica!” rispose mentre prendeva la bimba in braccio. “Chi sono questi?”
“Mama, Ido e Andea.” Disse indicando con il ditino ogni persona raffigurata.
“E tu non ci sei?”
“Sci, quetta!” ma quanto era carina? Ci faceva ridere nella sua spontaneità.
Ci incamminammo verso le altre casette e dopo un giro veloce per mostrare tutto ad Andrea, tornammo verso casa.
“È stata una bella idea, la piazza era bellissima.”
“Si, meravigliosa!”
“Io vollo la pallina.” E mentre saltellava verso casa, io e Andrea camminavamo mano nella mano godendoci quello spettacolo.

Marta

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Il posto del cuore
Adesso ho te

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