18 dicembre: Alessia Cesina

Sotto la diciottesima finestra del Calendario dell’Avvento Romance troviamo l’autrice Alessia Cesina con un capitolo inedito del suo romanzo, Il mio cuore è da sempre tuo.

Un Natale molto speciale

Erano passati tre anni da quando Francesco oltre a essere il mio migliore amico, era anche il mio splendido ragazzo. In questo lungo periodo avevamo litigato tante volte, ma ci eravamo sempre ritrovati amandoci ancor più di prima. Quando eravamo solo amici, dicevo che vivere senza di lui era impossibile, e ora che era anche il mio ragazzo, la parola “impossibile” la sentivo ancora più vera. Francesco era la mia costante di tutti i giorni, il mio punto di riferimento e la mia casa dove tornare ogni sera. Sapevo che ovunque io fossi, o ovunque lui fosse, ci bastavano anche solo due minuti al telefono per ricordarci che il nostro amore andava al di là di ogni cosa e che insieme eravamo ancora più forti. L’amore ci aveva resi invincibili.
Abitavamo insieme da tre anni in un appartamento a Napoli. La posizione in cui si trovava, permetteva a me di raggiungere facilmente la piscina e a Mancini di raggiungere il campo. Avevamo la nostra cerchia di amici e sapevamo come muoverci in città, per qualsiasi cosa. Ovviamente Sorrento rimaneva casa nostra. Quando ci ritornavamo, andavamo alla casa al mare che ormai era diventata nostra. I nostri genitori venivano da noi a Napoli quasi tutti i weekend, o per vedere le partite di Francesco o per vedere le mie gare. Molto spesso andavo anche a Milano da Travis che anche lui ormai si era ambientato molto bene. Lui era sempre il solito fratello gelosone, però migliorava quando gli ricordavo che Francesco oltre a essere il mio ragazzo, era anche il suo migliore amico e a quel punto diceva: “Non potevo desiderare altro”.
Per quanto riguarda le nostre carriere, procedevano a gonfie vele. Io avevo partecipato alle olimpiadi ottenendo delle medaglie d’oro e qualche argento. Francesco e Travis in quel periodo si erano trasferiti praticamente nell’hotel accanto al mio. Lia e Luca li avevano raggiunti nelle ultime gare. Anche loro cercavano di esserci sempre. Francesco, nello scorso campionato era stato il capocannoniere della serie a e aveva ottenuto un fantastico premio. Agli europei di quest’estate aveva dato il meglio di se facendo goal e soprattutto tirando quel famoso rigore a cucchiaio che ci aveva permesso di avvicinarci alla vittoria. Ricordo che stare tra gli spalti e vederlo alzare la coppa, fu un’emozione incredibile. Uno dei suoi più grandi sogni si era realizzato. Avevamo incorniciato la maglietta dell’ultima partita e adesso era appesa alla parete del nostro salotto. Per Francesco era la sua piccola punta di orgoglio.
Quando non aveva allenamenti o partite, oziava tutto il tempo sul divano a guardare netflix o altre partite. E a pensare che una volta prendeva in giro me che stavo tutta la giornata attaccata alla tv. Le mie gare ormai erano finite e quindi avevo molto più tempo che dedicavo a lui, seguendolo in ogni partita, che sia qui a Napoli o in trasferta. Il più delle volte andavo con i suoi fratelli o con i suoi genitori, ma molto spesso capitava anche che fossi da sola, e non m’importava. L’avrei seguito anche in capo al mondo se fosse stato necessario.
Eravamo riusciti a raccogliere le nostre famiglie e i nostri amici sotto lo stesso tetto e passare un Natale magnifico. La casa al mare aveva un albero enorme, dove sotto di esso c’erano una miriade di regali che occupavano quasi tutta la parte del salotto. C’erano ghirlande, festoni e luci per tutta la casa e per il giardino, più che una casa al mare sembrava una casa in montagna. Francesco e Travis si erano dati alla pazza gioia ad addobbarla. Io ero rimasta a guardarli da lontano e avevo dato il mio contributo solo per fare l’albero di Natale.
Allo schiocco della mezzanotte Travis e Francesco, assieme a mio padre, stapparono lo champagne e facemmo tutti un brindisi augurandoci di essere sempre così uniti e felici, con la promessa di ritrovarci il prossimo Natale di nuovo qui. Per quanto mi riguardava, sarei rimasta ad allenarmi a Napoli fino alla fine della mia carriera, mentre invece Francesco continuava a ricevere offerte da grandi club. Erano tre anni che le rifiutava per rimanere sotto il Vesuvio, ma non sapevo se prima o poi avrebbe deciso di fare un’esperienza fuori. Non me ne aveva mai parlato, ma sapevo che era felicissimo di essere al Napoli. Era il suo sogno da bambino.
Al momento dei regali, Francesco mi tolse una busta grande dalle mani, per passarmi il suo regalo.
«Ma ti pare? Prima i regali dei genitori.» Lo redarguì mia madre.
«Sono sicuro che ti piacerà. Tuo marito ne sa già qualcosa.» Ribatté lui facendo il suo solito occhiolino.
Cosa cavolo mi aveva regalato? Negli ultimi anni mi aveva sempre sorpreso. Erano stati o dei viaggi o delle borse davvero molto costose che più di una volta gli avevo detto di restituirle, ma sappiamo quanto Francesco sia cocciuto.
«A me l’idea in sé all’inizio non piaceva, ma posso dire che ci sono tutte le ragioni di questo mondo ed è il più bel regalo di sempre!» Continuò Travis dando un buffetto affettuoso al mio ragazzo. Amavo il rapporto tra loro due. Negli anni si era intensificato ancora di più
Se mi aveva regalato qualcosa di stupido giuro che l’avrei buttato in mare anche se fuori c’erano cinque gradi.
«Spero per te che non sia nulla di stupido. Altrimenti fai una brutta fine.» Lo avvertii. Si accomodò accanto a me accarezzandomi i capelli. Si erano tutti riuniti attorno a noi curiosi.
«Dipende da come la vedi tu…» Sorrise Mancini.
Era uno scatolo che occupava tutte le mie gambe. Tolsi il coperchio e c’era un mucchio di carta sparpagliata ovunque. Io l’avevo detto che era una cavolata…
«Non ho più due anni, lo sai vero?»
«Lo so. E anche per questo ho scelto questo regalo.»
Tolsi poco alla volta tutta la carta, fino a sentire tra le mani qualcosa di duro. Lo raccolsi nel pugno e lo estrassi. Era una specie di scatolina, chiusa con la carta regalo di babbo Natale con un pallone…. Ovviamente il pallone doveva sempre esserci.
«Il calcio doveva essere presente anche nel mio regalo eh?»
«Scimmietta, fa parte di noi.»
Cominciai a scartocciare la carta e notai sott’occhio che Lia stava facendo delle foto. Mi convinsi ancora di più che quello che c’era nello scatolo era qualcosa di stupido. Era di sicuro o qualcosa che saltava fuori all’improvviso o del tipo un insetto morto che a me facevano impressione. Non era la prima volta che Francesco faceva una cosa del genere, quindi non ero per niente stupita.
Finii di togliere la carta regalo e quello che ne rivelò fu uno scatolino rosso di velluto, così piccolo da entrare nel palmo della mia mano. Non capivo… Mia madre accanto a me fece un sorriso abnorme, mi voltai a guardare la nonna e aveva gli occhi lucidi, Trav era… scomparso e tutti gli altri erano attorno a noi. Francesco… mi voltai verso destra e non c’era più, ma era inginocchiato di fronte a me e aveva messo le mani sulle mie. Mi sorrise dolcemente e si prese la scatolina dalle mani.
Non potevo davvero crederci…
O stavo sognando o quello che c’era nella scatola non era ciò che mi aspettavo. Potevano essere benissimo degli orecchini e lui aveva fatto tutto ciò per prendersi gioco di me. Era tipico di lui…
«Ho aspettato tanto tempo per essere certo che provassi anche tu qualcosa per me, poi ho assaporato il dolce sapore dei tuoi baci e abbiamo cominciato ad amarci e a litigare anche tanto. Abbiamo fatto grandissimi passi insieme, sostenendoci sempre l’un l’altro, anche quando le cose non erano per niente facili.» Ok, non era più uno scherzo. Il cuore mi batteva così forte che mi stava quasi per uscire dal petto. Una piccola lacrima mi scese lungo una guancia e avrei voluto abbracciare Francesco immediatamente.
«Una volta ti ho detto che il gorilla non può vivere senza la sua scimmietta e posso dirti che non esiste nessun Francesco Mancini senza Ambra Roberts al suo fianco. Sei stata la mia migliore amica da sempre, sei diventata la mia fidanzata da tre anni e vorrei che fossi mia moglie per l’eternità. Che ne dici scimmietta? Sposeresti il tuo migliore amico?» Aprì lo scatolino e ne uscì un anello con un’acquamarina e diamanti a goccia… I miei occhi rimasero abbagliati da tanta bellezza. Francesco era davvero pazzo! Piangevo a singhiozzi!
«Sposerei il mio migliore amico? Si! Lo sposerei subito! Francesco Mancini, sei una cosa incredibile!» Dissi gettandomi tra le sue braccia.
«Ti amo da impazzire!»
Quello era stato il Natale più sorprendente di sempre. Il suo era stato il regalo più bello. Non mi aspettavo che mi facesse la proposta. Non ne avevamo ancora parlato… Ma come avevo già detto: sorprendermi era tipico di lui. Non vedevo l’ora di organizzare tutto e finalmente di sposarlo. Non mi sarei separata da lui per nessuna ragione al mondo. Io ero da sempre sua e lui era da sempre mio e questo non sarebbe cambiato per nulla al mondo.
Trovatevi una persona così, che sappia sorprendervi, che sappia farvi ridere, che sappia farvi innamorare e che più di tutto faccia bene al vostro cuore e alla vostra anima e, quando l’avete trovata, non ve la fate scappare per nulla al mondo! Il vero amore va salvaguardato!

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